Giusto qualche breve considerazione perché qui si sconta i postumi del passaggio dall’ora solare a quella legale.
Esattamente come due anni fa, i francesi hanno votato “contro”: alle Presidenziali presero di mira l’odiato Sarkozy, determinando il trionfo del socialista François Hollande, ieri hanno votato contro quest’ultimo, premiando la destra democratica dell’Ump e riportandola in vita – proprio così: in vita – dopo il tonfo del 2012. Questo, in estrema sintesi, il risultato delle Municipali.
Hollande punito per le sue tasse. La destra vincente suo malgrado
François Hollande è stato punito per la sua politica economica fiscalmente assassina, per le troppe tasse che ha introdotto. A dichiararlo, poche ore dopo la chiusura delle urne, taluni esponenti del suo stesso partito. È il caso, ad esempio, di Ségolène Royal (in predicato di entrare a far parte del governo a seguito del rimpasto che, entro mercoledì, Hollande dovrebbe varare): «Occorre immediatamente abbassare le imposte, troppo alte».
I suoi fallimenti in politica economica, che hanno alimentato disagi e malcontento in tutti gli strati sociali, come in altra sede abbiamo evidenziato, hanno resuscitato un partito, l’Ump, che, dopo la sconfitta alle Presidenziali (ed alle Legislative), era dato – esattamente come il Popolo della Libertà italiano – per “morto” ed attraversato, per di più, da venti di scissione.
Invece, due anni dopo, e senza averne merito, dunque solo per colpe altrui, la destra neogollista francese dell’Ump è ritornata a vincere; anzi: a trionfare. A riprova del fatto che la politica, assai spesso, sia solo un fatto di culo – come direbbero a Lugano.
Ad ogni modo, Hollande, per reagire allo schiaffo preso ieri, ha deciso di estrarre un coniglio dal cilindro sostituendo il premier Ayrault con l’attuale ministro degli Interni, Manuel Valls. Il quale è assai amato in patria perché, in tema di lotta all’immigrazione clandestina, come altrove già raccontato, ha posizioni – come dire? – abbastanza di destra e nient’affatto di sinistra. Naturalmente, non basterà questa mossa per metterlo in buona luce con gli elettori: Fraceschiello è il Capo dello Stato più odiato di tutta la Quinta Repubblica. Dunque dovrà penare, e non poco, per ritornare ad aver un minimo di feeling con i cittadini.
La sesquipedale figura barbina di Marine Le Pen: ha vinto solo in 11 Comuni su 36.000
Domenica scorsa, al termine del primo turno delle Municipali, la neo fascista Marine Le Pen, alludendo ai risultati del proprio partito ed al numero di ballottaggi cui era riuscito ad accedere in posizione vantaggiosa, definiva morto e sepolto il bipolarismo transalpino. Ieri, invece, è quanto immaginiamo, avrà dovuto prendere atto che, non solo è vivo e vegeto, ma gode anche di ottima salute. Come attesta questa tabella, pubblicata ieri dal quotidiano Le Parisien, che proietta su scala nazionale i risultati conseguiti dai vari partiti a livello locale.
Con un misero 9% (su base nazionale), il Front National, almeno per ora, non impensierisce alcuno (diciamo francamente). Anche perché i risultati che ha riportato nei singoli Comuni sono oltremodo modesti, per non dire di peggio.
Vediamo i numeri, allora.
Si è votato in 36.000 Comuni ma il Front National, per mere ragioni di marketing elettorale, aveva deciso di correre solo in quelli in cui avrebbe avuto una possibilità su 100 di vincere (e non anche lì dove fosse stato matematicamente impossibile): dunque ha presentato candidati e liste solo in 600 Municipi. Ed è riuscito a conquistarne 11. Vale a dire, se la matematica non è un’opinione e soprattutto il sottoscritto non ha sbagliato a fare i calcoli, l’1,83%. Insomma, più che un successo, una grandissima figura di merda.
Tale anche se si considera i dati pregressi: il Front National, fino a ieri l’altro, non aveva Sindaci e disponeva, in totale, di 60-70 eletti. Adesso, invece, ha 11 Sindaci e circa 1.200 consiglieri comunali (come ha dichiarato la stessa Le Pen).
Di sicuro ha avuto una progressione, è indiscutibile, ma, rispetto a quanto si immaginava alla vigilia di questa tornata elettorale, tutto sommato assai trascurabile, e per diverse ragioni.
Innanzitutto, avendo conquistato alcuni Municipi, ha avuto accesso anche ai “premi di maggioranza” che garantiscono un numero minimo di seggi a chi ha vinto (onde metterlo nella condizione di governare). Questo spiega la crescita nel numero dei consiglieri comunali. Tanto per fare un esempio. Se negli undici Comuni in cui ha vinto, il premio di maggioranza garantisce il diritto di avere 30-40 consiglieri comunali, solo attraverso questo meccanismo ne avrebbe conquistati tra i 330 e i 440. Il che significa, sempre se la matematica non è un’opinione ed il sottoscritto non ha sbagliato a fare i calcoli, che, in ciascuno dei restanti 589 Comuni, ne avrebbe eletti, in media, tra 1,358 e 1,477. Ora, eleggere, in media, poco più di un consigliere, in 589 Comuni, non è proprio il classico esempio di quella che può essere definita una buona performance (diciamo francamente).
Inoltre, questa progressione si spiega anche con il fatto che l’Ump ha deciso di non attenersi al cosiddetto “patto repubblicano”. Dunque, nei ballottaggi in cui il proprio candidato non era piazzato bene, non era tra i primi due e non aveva chance di vincere, il partito neogollista non ha dato indicazione ai propri elettori di votare, come avveniva in passato, contro il Front National ed a favore del Partito socialista. Questo, naturalmente, ha avvantaggiato i “lepenisti”.
Insomma, per gli anti-Euro che, a vario titolo, facevano il tifo per Le Pen, oggi è davvero una bruttissima giornata.
Il che ci rende oltremodo contenti.